Il Centro ecumenico P. Salvatore Manna, la rivista O Odigos e i Quaderni di O Odigos: una fucina di lavoro per l’unità dei cristiani.
 

     La Rivista trimestrale “O Odigos-La Guida”, nata nel 1981 come bollettino d’informazione dell’Istituto di Teologia Ecumenica “San Nicola”, da affiancare alla Rivista scientifica “Nicolaus”, nel 1983 è stata affidata alla direzione e redazione del Centro Ecumenico “San Nicola” dei Padri Domenicani di Bari-Atene. Il Centro è stato intitolato a P. Salvatore Manna, storico e teologo in campo cattolico-ortodosso, morto il 13 marzo 2006. 

     Scopo originario della Rivista resta quello di dar vita ad un movimento di idee che possa raggiungere gli ambienti più vari dell’ecumenismo. Anche se nella stesura degli articoli si privilegia maggiormente il rapporto con l’Oriente cristiano, non viene trascurato l’Occidente cristiano nato dalla Riforma, nella consapevolezza che una rilettura della storia della Chiesa va fatta nel suo insieme. Necessario diventa l’approfondimento del rapporto tra ecumenismo e Chiesa locale, attraverso una puntuale lettura dei segni dei tempi e dei luoghi.

     “O Odigos” non ha mai cambiato formato; più grande di una rivista scientifica, più ridotto di un giornale, dopo le 8 pagine dei primi numeri, ha sempre conservato le attuali 32 pagine, contrassegnando un cammino che i cristiani sono chiamati a percorrere insieme e liberamente, nella consapevolezza della propria appartenenza confessionale.

     Nel 1985 il Centro ha deciso di dare vita ai “Quaderni di O Odigos”, con l’obiettivo di prevenire ogni disinformazione in campo ecumenico, facendo il punto sulle complesse questioni inerenti il dialogo teologico ufficiale tra la Chiesa cattolico-romana e la Chiesa ortodossa, e ponendo a confronto posizioni dottrinali tra Cattolici ed Evangelici.
     La puntualità nella pubblicazione della Rivista, grazie alla sollecitudine dei Direttori e dei Redattori che si sono succeduti negli anni, ha permesso di tenere tempestivamente informati i lettori non solo sulle attività ed eventi del Centro Ecumenico (“Lectio Patrum”, veglie, viaggi ed itinerari ecumenici), ma anche dell’Istituto di Teologia Ecumenica (colloqui-cattolici ortodossi, convegni inter-ecclesiali e internazionali, stage di studi all’estero) e della Basilica Pontificia San Nicola (pellegrinaggi, incontri di riflessione, preghiere per l’unità dei cristiani e la pace nel mondo).

     “O Odigos” ha svolto un compito importante di informazione teologico-ecumenica nel contesto della visita di papa Giovanni Paolo II a Bari il 24 febbraio 1984. Rivolgendosi ai rappresentanti del mondo universitario e della cultura in Basilica, il Pontefice li invitava a prestare attenzione alla posizione geografica di Bari, guardando particolarmente al Mediterraneo, e alla sua vocazione: “quella cioè di diventare un anello importante del dialogo Nord-Sud - e come non pensare, allargando lo sguardo, all’Europa e all’Africa? - dialogo oggi così urgente per la pace sul nostro pianeta”.
     Queste parole, che si rivelano a tutt’oggi profetiche, hanno consolidato le basi e caratterizzato tutte le attività dell’ecumenismo barese. Nei giorni 23-24 maggio 1997, il Centro Ecumenico organizzava, infatti, il Convegno Internazionale dei Rettori di Chiese dedicate a San Nicola nel Mediterraneo (23-24 maggio 1997) sul tema "Nicola di Myra e di Bari santo Mediterraneo". Per la prima volta si ritrovarono riuniti a Bari rappresentanti di Chiese di alcuni paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo. Tra i messaggi di felicitazioni riportati in “O Odigos”, quelli del Patriarca ortodosso di Alessandria e di tutta l'Africa Sua Beatitudine Pietro VII, di Sua Beatitudine il Patriarca di Gerusalemme Diodoros I, del Card. Achille Silvestrini Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Il Card. Edward Idris Cassidy, Presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei cristiani auspicava ai partecipanti "un proficuo lavoro, non solo per una maggiore comprensione del messaggio che San Nicola rappresenta oggi per tutti i Cristiani, ma particolarmente per quanto egli significa come punto di riferimento tra Oriente ed Occidente, … non tanto per il fatto che le sue sacre spoglie furono trasportate da Myra a Bari, da una parte del Mediterraneo all'altra, ma soprattutto perché la sua figura di Santo unisce in una comune devozione orientali e occidentali, cattolici, ortodossi e luterani".

     Nel quinquennio 2015-2020 tre incontri celebrati nel segno di San Nicola, pastore ecumenico, hanno maggiormente esaltato l’ecumenismo barese in dimensione miratamente medio-orientale e mediterranea:
  • il colloquio internazionale su "Cristiani in Medio Oriente: quale futuro?", organizzato nell’aprile 2015 dalla Comunità di Sant'Egidio, con la presenza dei Capi delle Chiese Cristiane di Siria, Turchia, Iraq, Cipro, Egitto, e il Custode di Terra Santa (29-30 aprile 2015);
  • l’incontro di preghiera per la pace di papa Francesco con i Capi delle Chiese e delle Comunità cristiane del Medio Oriente (7 luglio 2018);
  • l’incontro di riflessione e spiritualità su “Mediterraneo frontiera di pace”, organizzato dalla CEI, con la partecipazione dei Vescovi cattolici dei Paesi che affacciano sul bacino mediterraneo, conclusosi con la visita di papa Francesco (19 al 23 febbraio 2020).
     Nel discorso ai Vescovi del Mediterraneo, ricordando la sua precedente visita con i Patriarchi d’Oriente, papa Francesco ha pronunciato una delle più belle frasi che siamo state dedicate alla città di San Nicola: “È la seconda volta in pochi mesi che si fa un gesto di unità così: quella era la prima volta, dopo il grande scisma, che eravamo tutti insieme; e questa è una prima volta di tutti i vescovi che si affacciano sul Mediterraneo. Credo che potremmo chiamare Bari la capitale dell’unità, dell’unità della Chiesa”.
Alla luce di questi eventi, ripercorrendo il cammino quasi quarantennale della Rivista “O Odigos”, acquista un valore esemplare il suo bagaglio di studio e riflessione sulle cose essenziali che devono caratterizzare impegno per l’unità dei cristiani: “un forte richiamo a comporre le divergenze con il dialogo e la valorizzazione di quanto unisce”. 
 
fr. Giovanni Distante