Il ciborio di Eustazio
L’abate benedettino Eustazio, fondatore verso il 1075 del Monastero di Ognissanti di Cuti (presso Bari), fu il successore nel 1105 dell’Abate Elia. Con l’appoggio di Boemondo, ottenne dal papa Pasquale II l’esenzione dagli arcivescovi baresi. Per cui poté continuare l’opera cominciata da Elia. Il Ciborio, vale a dire il baldacchino in pietra che sovrasta l’altare maggiore, è di notevole valore artistico. Gli angeli dei capitelli trasmettono una serena ma energica spiritualità. Abbastanza evidente è il tentativo di assorbire le istanze e i modelli dell’arte provenzale e normanna del tempo. L’iscrizione sull’architrave dice: Quest’arca è uguale al cielo, entra servo buono e fedele, e prega per te e per il popolo.
