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 Spesso definito “Santo per tutte le stagioni”, effettivamente San Nicola offre una gamma di patronati particolarmente ampia. Cercare di dare un quadro di quelle che sono le tradizioni popolari a lui legate è impresa impossibile. Tuttavia, non è fuori luogo in questa sede accennare almeno ad alcuni aspetti che sono entrati nelle pieghe dell’anima popolare.
    In ordine di tempo, il più antico patrocinio è quello in favore dei condannati o imprigionati ingiustamente, come attestano alcune delle chiese più antiche a lui dedicate (San Nicola di Basilide a Costantinopoli e San Nicola in Carcere a Roma). Tale patrocinio è anche uno dei fattori principali dell’esplosione del suo culto fra VIII e IX secolo, quando tante famiglie cristiane erano disperate per aver avuto un figlio o una figlia rapiti nel corso delle incursioni saracene sulle coste del Mediterraneo. Dato il suddetto patrocinio è facilmente comprensibile come Nicola divenisse il Santo più invocato per il ritorno dei loro cari.
    Il miracolo del grano in tempo di carestia fece sì che i contadini lo eleggessero a loro patrono, dando origine alla bella tradizione del “pane di San Nicola”, che in molti paesi viene cotto in varie forme in occasione della festa. Il miracolo della tempesta sedata poi lo fece assurgere ben presto a patrono dei marinai, onde la grande diffusione di chiese ed edicole sulle coste del Mediterraneo, con la bella espressione greca in caso di pericolo: San Nicola, mettiti tu al timone. La riduzione dei tributi e il miracolo dell’ebreo che presta denaro al cristiano fece sì che il Santo guardasse con benevolenza al commercio e che le chiese costruite sulle piazze del mercato in tutta Europa contendessero il primato a quelle sul mare.
    In occidente due episodi prevalsero su tutti: la storia della dote alle tre fanciulle e la leggenda dei tre bambini (o scolari) uccisi dall’oste e resuscitati da San Nicola. La combinazione dei due fece sì che verso la metà del XV secolo il Santo della carità acquistasse una configurazione fortemente popolare. Non più soltanto gli scolari (boy bishop, il ragazzo vescovo), ma anche gli adulti cominciarono a vestirsi da vescovi-Nicola e a fare doni ai bambini. Da qui il Santa Claus che, nonostante la Riforma protestante che intendeva eliminare i Santi, ha tenacemente resistito ad ogni tentativo di farlo fuori. In Olanda la festa di San Nicola, che porta caramelle, biscotti e pasticcini, era talmente sentita dai bambini che neppure una pioggia di ordinanze contrarie riuscì ad estirpare. In America “St Nicholas” nell’Ottocento subì molte trasformazioni che gli fecero perdere i paramenti vescovili (specialmente nel 1931 per iniziativa della Coca Cola), non però il nome, che prevale ancora su quello più universale di Babbo Natale.
    Le tradizioni popolari non sono però legate solo alla storia di San Nicola. Molte di esse sono connesse ai periodi festivi, vale a dire al mese di dicembre (il 6 è la festa liturgica universale) e al mese di maggio (il 9 è la festa della traslazione delle reliquie da Mira a Bari). Ovviamente le due ricorrenze danno luogo a tradizioni popolari legate alla stagione. A Bari ad esempio la festa di maggio permette il viaggio in barca per rendere omaggio al Santo. In Francia nel mese di dicembre la festa di San Nicola si incrocia con la tradizione dell’uccisione del maiale. Anche in Russia numerose tradizioni sono legate al San Nicola estivo e al San Nicola invernale.


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