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Gli episodi della vita di S. Nicola contengono pochi miracoli, essendo caratterizzati dal suo impegno evangelico. Il miracolo più noto è la sua apparizione in sogno all’imperatore Costantino, richiamandolo e ordinandogli di liberare gli ufficiali innocenti. Si ha l’impressione che i fatti narrati possano stare anche senza i miracoli e che gli agiografi abbiano voluto aggiungerli per creare un’atmosfera di meraviglioso. I racconti dei miracoli si moltiplicarono soprattutto a partire dal IX secolo, specialmente in rapporto a due vicende: l’invasione musulmana nel Mediterraneo e l’iconoclasmo. All’invasione musulmana sono collegati tutti quei miracoli in cui il Santo appare come il liberatore dei prigionieri e dei rapiti (il più celebre di tutti in tal senso è il miracolo di Basilio, in occidente noto come Adeodato). All’iconoclasmo si possono rapportare tutti quei miracoli (tramandati nelle vite greche) in cui il Santo insiste sulla celebrazione della sua festa e sulla venerazione della sua immagine. Il terzo elemento a dare adito a tutta una serie di miracoli è il mare, per il quale Nicola, novello Poseidone, si presenta come il Santo capace di domare la forza dei venti e la violenza delle onde. Dopo l’anno mille si svilupperanno altri patronati che porteranno i devoti ad invocarlo contro le ingiustizie, contro gli spergiuri, contro i pericoli del fuoco e dei temporali. Attraverso i miracoli i fedeli incrementavano la loro fiducia nel Santo e questi veniva adeguatamente magnificato.
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